L’incredibile odissea di Sophie Woods sulla Via Alpina

2.000 chilometri, 112.000 metri di dislivello positivo e una traversata integrale delle Alpi in meno di un mese. È l’impresa monumentale siglata dall’ultra-trailer neozelandese Sophie Woods (Grant) nel corso dell’estate 2026. Collegando Trieste a Monaco in 28 giorni, 17 ore e 59 minuti, l’atleta residente a Chamonix ha polverizzato il record del percorso, imprimendo a fuoco il suo nome nella storia del Fastest Known Time (FKT).

Correre l’equivalente di quasi 50 maratone consecutive in alta montagna richiede una resilienza fuori dal comune. Per Sophie, la sfida più grande non è stata solo la verticalità, ma un meteo dantesco. Durante la sua seconda settimana di corsa in Austria, il termometro ha raggiunto i 37 °C. Per evitare un colpo di calore fatale sull’asfalto rovente delle valli, il suo team di supporto ha dovuto schierare una logistica millimetrica: bagni improvvisati nelle fontane alpine e impacchi continui con sacchetti di ghiaccio.

Tra la gestione dell’immensa fatica, il passaggio di colli tecnici sotto le tempeste e l’ingestione quotidiana di 7.000 calorieper alimentare la macchina, questa avventura rimarrà come una delle più belle dimostrazioni di ultra-resistenza del decennio. La performance di Sophie Woods stabilisce un nuovo riferimento femminile stratosferico e incarna alla perfezione lo spirito selvaggio della Via Alpina.

Scheda tecnica del record:

  • Atleta: Sophie Woods (Nuova Zelanda / Residente a Chamonix).
  • Performance: Record di traversata integrale (FKT – Assistito).
  • Tempo ufficiale: 28 giorni, 17 ore e 59 minuti.
  • Direzione del percorso: Trieste (Italia) ➔ Monaco.
  • Media giornaliera: Circa 70 km e 4.000 m di D+ al giorno.
  • Carburante energetico: Circa 7.000 kcal bruciate e ingerite ogni 24 ore.
  • Logistica chiave: Team di assistenza mobile (crew) per i rifornimenti a fondo valle, approvvigionamento di ghiaccio per l’ondata di caldo austriaca e gestione del materiale di ricambio.

Sophie Woods – Instagram