Passeggiata / turismo (sentiero largo non esposto)
Escursione (sentiero di montagna, a volte stretto ed esposto)
Escursione alpina (passaggio attrezzato o molto esposto, nevaio, blocchi rocciosi)
R14
Trenta » Dom v Tamarju
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6h45 |
14 km
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1303 m
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822 m
Dalla Val Trenta si va fino alla sorgente del fiume Isonzo – Soča. Durante la risalita sul Vršič, il passo stradale più alto della Slovenia, si gode la bellezza della Val Trenta. Attraversando il Vršič e salendo sullo Sleme, con numerosi laghetti, si aprono nuovi scenari di rara bellezza. Una delle tappe più belle, sotto la valle Tamar, sopra la parete maestosa del Jalovec e del Mojstrovka.
Partendo da davanti il centro informativo del Parco Nazionale del Tricorno, si prosegue per la strada statale fino al passo di Vršič, salendo dal fondovalle della val Trenta. Dopo la prima serpentina, si deve guadagnare la lunga salita passando vicino ad una piccola zona di sosta. La strada è molto trafficata, per tale motivo si raccomanda di fare attenzione. Arrivati in cima al declivio ci si trova a Mali Vršič (700 m), da dove si divalla verso il fiume Isonzo-Soča. Qui si passa vicino al campeggio e si procede fino al piccolo paesino Pri cerkvi, dove si trova la chiesetta mariana Lavretanske Matere Božje che una volta era anche il centro di Trenta. 35 minuti.
Si prosegue per la strada e già dopo 10 minuti, presso il crocevia vicino alla strada, si scorge l’invitante indicazione per l’orto botanico Alpinum Julijana. Dopo la visita, si sale per la strada e sulla destra si scorge il fiume Isonzo. In mezzo alla piccola pendenza si arriva fino al bivio della strada, dove si trova - verso valle - un ponte di legno, sul quale porta anche l’itinerario ed arriva fino al monumento dedicato a Kugy. A destra svolta il sentiero che porta alla magnifica forra della Mlinarica; a sinistra l’itinerario sale fino al monumento. 15 minuti. Vicino al monumento dedicato al famoso botanico ed alpinista è possibile godere di un magnifico panorama su questa splendida zona.
Dal monumento, si raggiunge la strada che arriva da Vršič e sulla stessa si divalla a destra, passando vicino al crocevia della strada che porta al rifugio. Alcuni metri dopo il ponte, si abbandona la strada asfaltata e si passa sul comodo sentiero ombreggiato che costeggia il fiume Isonzo e si sale fino al rifugio Koča pri izviru Soče. 30 minuti.
Dal rifugio si punta a nordest e si prosegue per una zona pianeggiante fino ad arrivare alle irte rupi orientali della Maklena peč (1298 m) e del ruscello Limarica. Si sale per la valle del ruscello. Il terreno diventa sempre più irto ed il sentiero sale in curve, attraversando il bosco e piccole radure. Si arriva così alla vecchia strada che porta al passo del Vršič, sulla quale si procede alcuni metri per poi proseguire diritti alla prima curva fino a raggiungere la pianura della Velika planina (1495 m). 1h. Si attraversa la pianura e si arriva sulla strada; si guadagna l’ultimo tratto di salita e si raggiunge il rifugio Tičarjev dom na Vršiču (1620 m), che si trova a destra, proprio davanti al passo di Vršič. 1h.
Si ritorna nuovamente sulla strada e dal passo - procedendo sempre su strada - si divalla per la parte della Gorenjska. Dopo 5 minuti a sinistra svolta il sentiero per Vratca e Slemenova Špica, tappa dell’odierno itinerario. Procedendo per una serie di serpentine, tra radi larici e prati si sale sulla forcella del Vratca (1807 m), dove si apre il panorama verso la valle del Tamar. 30 minuti. Dalla forcella si divalla leggermente e si aggira l’avallamento procedendo sulla destra. Successivamente, si punta verso ovest procedendo per l’ondulato altipiano, molto sopra la valle del ruscello Mala Pišnica. Si arriva alla forcella, dove si trova il bivio del sentiero che porta a Slemenova Špica. 30 minuti. Anche se la Via Alpina non prosegue su quest’ultima, è vivamente consigliata una breve escursione! Qui potrete scoprire i più begli angoli delle montagne slovene con punti panoramici di eccezionale splendore!
Ora è necessario soltanto scendere nella valle del Tamar. Dalla forcella ricoperta di prati si divalla ripidamente sui pendii ghiaiosi sotto la parete settentrionale della Velika Mojstrovka (Gran Moistrocca), dove l’area diventa nuovamente pianeggiante, anche se per poco. Verso ovest si scende nella forra molto profonda e con poca luce, dove fino ad estate inoltrata c’è ancora neve. Si scende per la forra e uscendo da essa, si arriva fino alla cascata Črna voda. Si divalla verso nord attraverso il bosco e si arriva al rifugio Dom v Tamarju. Per questa stupenda tappa, ricca di bellezze naturali si impiegano complessivamente 6h 45 minuti.
Fonte: Dobnik, Jože. (1998). Slovenska planinska pot. Planinski vodnik. Ljubljana: Založba PZS. Mihelič, Tine. (1998). Julijske Alpe. Planinski vodnik. Ljubljana: Založba PZS. Atlas Slovenije. (1996). 3. izpopolnjena in razširjena izdaja. Ljubljana: Mladinska knjiga in Geodetski zavod Slovenije (GZS). Julijske Alpe – vzhodni del. (2003). 1:50.000. GZS. Ljubljana: Planinska založba PZS. Gorenjska. (1998). Izletniška karta. 1:50.000. Ljubljana: GZS. (Peter Šilak)
Patrimonio naturale e culturale
Trenta, la valle che si trova nella parte superiore del fiume Isonzo – Soča, è stata formata dai ghiacciai e dagli processi erosivi provocati dai torrenti sulle masse calcaree delle Alpi Giulie. Da nessun altra parte in Slovenia è visibile una differenza in altezza tanto grande tra il letto del fiume e le cime circostanti, come invece si possono notare nelle Val Trenta. Le condizioni naturali difficili, lunghi anni di chiusura ai traffici (la strada attravesto il passo di Vršič è stata costruita appena nel 1916, dall’Isonzo in su invece nel 1906), oltre alla distanza dai centri maggiori sono le ragioni principali che hanno caratterizzato gli abitanti e l’economia in modo del tutto particolare. La valle è “rivissuta” appena dal XVI Secolo, quando si è iniziato ad estrarre ed a lavorare il ferro. Dopo due secoli di modesta attività delle fucine, questa è stata del tutto abbandonata e le possibilità che già erano ridotte, sono ulteriormetne diminuite.
L’allevamento di pecore, la produzione di patate e cappucci, l’economia forestale e la lavorazione del legno oltre alla caccia, fornivano un buon guadagno a coloro che avevano tenuto duro nella valle. L’alpinismo ed il turismo hanno portato con loro nuove possibilità di sviluppo. La prima stazione alpinistica Na Logu è stata costruita già nel 1881 e molti abitanti della Trenta sono diventati ragguardevoli guide alpine. Nella scoperta delle Alpi Giulie un ruolo fondamentale è stato rivestito da Julius Kugy (1858 - 1944), messosi alla ricerca del misterioso fiore Scabiosa trenta. Il desiderio implacabile lo condusse alla conquista di numerosi monti. Grazie alle descrizioni delle spedizioni raccolte è diventato per le guide alpine un monumento imperituro senza pari. Na Logu si trova anche il centro informazioni del Parco Nazionale del Tricorno e il Museo Trentarski muzej.
L’orto botanico alpino Alpinum Juliana si estende su una superfice di 2570 m2, che si distingue per la sua particolare posizione protetta dal vento, per la sua umidità ideale e per la sua superficie movimentata. Nell’orto, i cui albori risalgono al 1926, crescono oltre 1000 tipi di piante delle Alpi Giulie, delle Caravanche delle Alpi di Kamnik e della Savinja, ma anche altre piante provenienti dalle Alpi Centrali, dai Pirenei, dagli Apennini e dal Caucaso, ecologicamente suddivise in famiglie, in modo tale da far rispecchiare il susseguirsi delle fascie vegetative presenti nella natura. Alpinum Juliana, gestito dal Museo delle Scienze Naturali della Slovenia, è stato posto sotto tutela quale monumento della natura modellata.
La strada che porta oltre il Vršič collega la Valle della Sava e dell’Isonzo e raggiunge la massima altezza proprio sul passo di Vršič (1611 m). Il passo è stato costruito per poter rifornire il Fronte dell’Isonzo; le truppe austriache utilizzarono per la costruzione più di 10.000 prigionieri di guerra russi. Molti di essi (circa 2000) morirono a causa delle pessime condizioni di vita e di alloggio, degli sforzi disumani e delle numerose malattie che imperversavano; ad essi si aggiungono anche le 100 vittime della slavina del marzo del 1916. In memoria dei loro compagni, nel 1917, i prigionieri sopravvissuti eressero sopra l’ottava serpentina sulla parte settentrionale una cappella ortodossa ed una piramide di pietra: l’ossario che custodisce i resti di tutti i prigionieri defunti. (Mimi Urbanc)
Altri grandi itinerari e varianti
Jalovec (2645m). Variante: dal rif. Dom v Tamarju si sale fino alla sella Kotovo sedlo, da dove si va fino alla cima di Jolovec, sopra la Val Trenta e la Val Tamar (5-6h). Si scende fino al rif. Zavetišče pod Špičkom (2h), e si divalla fino al rif. Koča pri izviru Soče (4h30'). L’escursione di 2 giorni è molto impegnativa ma la via è ferrata. Il sentiero è consigliato ad escursionisti esperti.
Carte topografiche utili
Julijske Alpe, vzhodni del ~ Planinska zveza Slovenije (1 : 50 000)
Gorenjska ~ Geodetski zavod Slovenije (1 : 50 000)
Triglav ~ Planinska zveza Slovenije (1 : 25 000)
Guide di escursionismo utili
Slovenska planinska pot ~ Planinska zveza Slovenije (ISBN 961-6156-11-x)
Vodnik po Julijskih Alpah ~ Planinska zveza Slovenije (ISBN 961-6156-08-x)
Vodnik po planinskih postojankah v Sloveniji ~ Planinska zveza Slovenije (ISBN 961-6156-10-1)
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At Isuro Soce and at the pass (Vrsic) there is accommodation. Check at the info-center at Trenta first!
Just before Isuro Soce do not miss the sudden turn right at about 100 meters before this place. It is a small path between to stone walls. Look for the circled track sign. (Use the track that you can download here and put it on your GPS, it is very accurate!)
The part between Sleme to Tamar is 1 hour shorter then mentioned on this guide: 75 minutes at the most! That makes only 5h45 for the entire stage of today. But beware, today is the highest climb of the entire Slovenian part. Now that you gained one hour time, spend it to climb the Slemenova Spica. Spectacular view from there, well recommended! From Sleme to Tamar there is a difficult passage going down a narrow gorge.
I noticed no problems on the trail in September 2011!
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Alpinisten - 07/09/11
Das letzte Stück des Abstieges in Richtung Dom v Tamarju war im August 2011 recht beschädigt wegen starker Regenfälle.Unbedingt aufpassen! Leider sind die Hüttenwirte auf Dom v Tamarju sehr unfreundlich, dabei ist es eigentlich eine schöne Hütte...
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robert - 11/07/11
Ne pas suivre le descriptif au début de l'étape mais rejoindre le Soca Trail : sentier qui remonte la rive droite de la Soca et permet d'éviter la route goudronnée . Une passerelle en face du centre d'information de Trenta ou une autre 300m en aval y mène.
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vohi - 29/08/10
Aktuelle Preise (Aug. 2010) Trenta (nicht Campingplatz, sondern erste darauffolgende Alpenvereins-Zimmerherberge): Übernachtung + Frühstück 16 Euro
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vohi - 29/08/10
Vorsicht, nicht den falschen Weg (mit gleichem Symbol) ohne Seil in Richtung Jalovec gehen.. Dort folgt ein kräfteraubender Geröllfeldaufstieg und anschließend die einzige Möglichkeit, über einen Klettersteig weiterzukommen..(oder das Geröllfeld wieder herunter zu kletter..sehr gefährlich!)
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